martedì 19 agosto 2008

Cristianesimo ed immagini

Uno dei punti di forza della diffusione del Cristianesimo è stato quello di portare idee e credenze nuove cercando di usare, per trasmetterle, simboli, miti, credenze, cerimonie, liturgie che erano già ben radicati nel mondo mediterraneo. Insomma, il cristianesimo ha cercato di innestarsi su quel complesso di forme culturali che oggi, con espressione moderna, chiamiamo “immaginario collettivo”. Dentro queste forme antiche ha immesso i propri contenuti nuovi. Abbiamo visto qualcosa di simile quando abbiamo introdotto il concetto di inculturazione. Ma, in realtà, la prima vera inculturazione compiuta dal Cristianesimo non è stata quella verso le culture extraeuropee, bensì quella strategia elaborata per convertire i popoli del paganesimo antico dell’area mediterranea. L’immaginario collettivo dell’antichità mediterranea era naturalmente fatto anche di immagini, di figure. La neonata Chiesa si è trovata a dover fare i conti quindi anche con la persistenza di immagini antiche. E lo ha fatto seguendo degli atteggiamenti contraddittori: da un lato una sorta di timore delle immagini; dall’altro la comprensione della loro importanza per diffondere la nuova fede. Anche questo doppio atteggiamento ha radici antiche, e dobbiamo fare un passo indietro per spiegarlo.

http://www.seieditrice.com/lavoroONLine/lavoroONLine.aspx?IDGruppo=37

Riccardo

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