venerdì 16 gennaio 2009

Messaggio del Papa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato


Domenica 18 gennaio verrà celebrata la giornata di cui all'oggetto. Nel messaggio di quest'anno, Benedetto XVI prende spunto dalla vita e dalla missione di San Paolo per delineare l'azione della Chiesa nei confronti di questi nostri fratelli più sfortunati, ma soprattutto per delinearne lo specifico cristiano rispetto ad altre iniziative - comunque lodevoli! - di volontariato. Ve ne riporto uno stralcio:
"La proclamazione del kerygma gli fece attraversare i mari del Vicino Oriente e percorrere le strade dell'Europa, fino a giungere a Roma. Partì da Antiochia, dove il Vangelo fu annunciato a popolazioni non appartenenti al Giudaismo, e i discepoli di Gesù per la prima volta furono chiamati "cristiani" (cfr At 11,20.26). La sua vita e la sua predicazione furono interamente orientate a far conoscere e amare Gesù da tutti, perché in Lui tutti i popoli sono chiamati a diventare un solo popolo. Questa è, anche al presente, nell'era della globalizzazione, la missione della Chiesa e di ogni battezzato; missione che con attenta sollecitudine pastorale si dirige pure al variegato universo dei migranti - studenti fuori sede, immigrati, rifugiati, profughi, sfollati - includendo coloro che sono vittime delle schiavitù moderne, come ad esempio nella tratta degli esseri umani. Anche oggi va proposto il messaggio della salvezza con lo stesso atteggiamento dell'Apostolo delle genti, tenendo conto delle diverse situazioni sociali e culturali, e delle particolari difficoltà di ciascuno in conseguenza della condizione di migrante e di itinerante. Formulo l'auspicio che ogni comunità cristiana possa nutrire il medesimo fervore apostolico di san Paolo che, pur di annunciare a tutti l'amore salvifico del Padre (Rm 8,15-16; Gal 4,6) per "guadagnarne il maggior numero a Cristo» (1 Cor 9,19) si fece "debole con i deboli ... tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno» (1 Cor 9,22). Il suo esempio sia anche per noi di stimolo a farci solidali con questi nostri fratelli e sorelle e a promuovere, in ogni parte del mondo e con ogni mezzo, la pacifica convivenza fra etnie, culture e religioni diverse."
Qui potete leggere il messaggio nella sua integrità.
Riccardo

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